SALUTE E MALATTIA, una visione olistica

Vi siete mai chiesto se la salute non fosse altro che una nostra scelta?, se tutto fosse una questione di atteggiamento? Credete che la “malattia” e la guarigione provengano da fonti esterne? o piuttosto sono il riflesso di una condizione interna? Avete mai pensato al perché ci ammaliamo? siete sicuri di essere veramente SANI?

Proviamo insieme a capovolgere la logica con cui abbiamo sempre affrontato queste questioni per cercare di allargare la nostra visione su aspetti cosi importanti della nostra vita.
Nell’immaginario collettivo dei nostri tempi Salute e Malattia sono parti integranti della vita, condizioni che si alternano quasi irrimediabilmente. In realtà le cose non sono sempre andate così, e non devono per forza andare così. L’antropologia, i testi biblici, cinesi, tibetani, I papiri egiziani, ecc. parlano di uomini vissuti centinaia di anni. Le nostre potenzialità energetiche, le sane abitudini, le esperienze e le conoscenze accumulate, anche se spesso dimenticate, ma comunque sempre disponibili, sarebbero sufficienti a garantire le condizioni necessarie (non dico ottimali) per lo sviluppo sano e prolungato della nostra vitalità in tutti i campi.
Purtroppo, la nostra situazione attuale è di una tale confusione, di una tale pigrizia, che invece di muoverci nella direzione giusta e lavorare per garantire quelle condizioni, non facciamo che imporci nuovi freni, nuovi limiti, sabotare la nostra salute fisica e mentali, accettando a priori le malattie, augurandoci salute perchè in fondo sappiamo di non averla. Non sono parole forti, sono solo barriere della nostra mente, partono dal pensiero, dalla nostra visione, e cambiando questi possiamo rimuovere ogni limite.
Proviamo a partire dai concetti stessi di Salute e Malattia per capire meglio come siamo stati condizionati negativamente, e cercare di cambiare la situazione a nostro favore.
SALUTE:
Il concetto di salute formulato nel 1948 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità è ancora oggi alla base della definizione ufficiale del termine "salute". Da più di 60 anni è la seguente:
"La salute è uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non consiste soltanto in un’assenza di malattia o d’infermità"… (a questa definizione nel 1968 è stato aggiunto): “una condizione di armonico equilibrio, fisico e psichico, dell’individuo, dinamicamente integrato nel suo ambiente naturale e sociale”.
Se con le parole possiamo essere sicuramente d’accordo, purtroppo non succede altrettanto con la pratica. La “Salute” è diventata patrimonio di istituzioni mediche-scientifiche-farmacologiche, (anche politiche), ma soprattutto di forti interessi economici che hanno imposto un modello bio-medico, che si occupa più della malattia che della salute o delle condizioni di vita e di lavoro della popolazione. La responsabilità della nostra salute è stata consegnata in toto alla Medicina, o più esattamente alle istituzioni del Sistema Sanitario, che in realtà non fanno altro che gestire le nostre malattie, cercare di trovare gli agenti patogeni e combattere i sintomi; cosa che ben distante dalle belle parole del concetto di salute della OMS.
Sottolineo questo aspetto perché è proprio da questa premessa sbagliata, o quanto meno limitata, che partono i migliori sforzi delle nostre istituzioni sanitarie. Combattere le malattie è necessario, ma non sarebbe meglio dedicare più attenzione alla prevenzione, alla promozione del benessere? Pensate per un attimo a quali risultati saremmo arrivati nel campo della ricerca se invece di concentrarsi sulle malattie, su i nuovi farmaci (che a loro volta producono nuove malattie) avessimo dedicato gli sforzi a codificare la saggezza della natura, a svelare le chiavi delle nostre energie sottili, a istruire le persone a vivere secondo natura? Il problema è che non si può entrare in questi binari se non si parte da una visione olistica dell’essere umano e della vita stessa, cosa che manca in pieno nei curriculum di studio delle nostre facoltà di medicina.
Ci siamo lasciati trascinare da una Scienza che non riconosce la Sofia. Oggi l’aggettivo scientifico ci viene sventolato in faccia come un pregio di cui solo alcuni si possono vantare, mentre la verità, la nostra essenza, quello che in realtà conta, resta ancora dimenticata. Dalla seconda metà del XX secolo si è sviluppata una specializzazione esasperata che vede nel paziente solo una "parte", "un organo", “una funzione”, negando così l’insieme della persona e cancellando quasi radicalmente i componenti emotivi, psicologici, sociali e spirituali della nostra salute.
Nella visione olistica, la salute è una condizione che permette all’uomo di evolversi, di crescere, di progredire, di vivere pienamente il presente e proiettarsi con equilibrio verso il futuro. E’ una condizione naturale che ci viene data al momento della nascita, insieme al candore della nostre anime e del nostro pensiero.
Purtroppo, man mano che cresciamo, avveleniamo sia la nostra mente che il nostro corpo. I dati che immagazziniamo nel nostro subconscio sono come le tossine che accumuliamo nel nostro corpo. Per un bel po' possono bastare gli anticorpi o le nostre buone intenzioni, ma con il tempo porteranno ad uno squilibrio, ad una perdita dell’armonia con la Natura e con il resto del creato, che sono alla base della malattia.
E’ urgente rendersi conto del processo in cui veniamo inseriti automaticamente, e passare dalla condizione di oggetto a quella di soggetto in grado di scegliere il nostro destino, di incominciare ad avere CURA di noi. Quando vi chiedevo al inizio se siamo veramente SANI, volevo farvi riflettere su quanto abbiamo fatto fin’oggi in funzione di mantenere la nostra armonia tanto interiormente come nel nostro rapporto con la natura e con il resto della società. Non credo che nessuno si senta di poter scagliare la prima pietra.
In realtà abbiamo seminato il terreno per l’insorgere delle malattie e degli squilibri. La nostra condizione attuale è paradossale: siamo stati concepiti SANI, in grado di godere della salute come da l’aria che respiriamo, ed invece ci siamo auto-condannati alla malattia. Siamo fatti di energia. Il nostro corpo è molto più dell’involucro fisico che vediamo, ci sono parti di noi infinitamente piccole e complesse come il nostro DNA e infinitamente veloci e sottili come la nostra aura che scappano alla vista del occhio nudo.
Concetti come chakra, meridiani, corpo astrale, qi, e altri aspetti che fanno parte della nostra anatomia “esoterica”, sono ormai dominio di quasi tutti. Il denominatore comune di tutti i nostri corpi (fisico, eterico, astrale, mentale, causale, cosciente e spirituale) è l’energia vitale, e l’unica differenza all’interno di questi corpi è la sua frequenza vibratoria. Ogni corpo ha la sua propria consistenza energetica, la sua salute e le sue disarmonie. L’uomo è un vero microcosmo di matrice olistica, un complesso sistema di energia vitale, cioè pieno di vita in grado di promuovere e garantire la sua eterna esistenza.
Rapportato alla nostra realtà quotidiana si tratta di capire quanta energia SANA aggiungiamo ad ognuno dei nostri corpi, quanta cura ed attenzione dedichiamo alla nostra alimentazione, al nostro respiro, alle nostre emozioni, ai nostri pensieri, in modo che siano sempre più belli, pieni di pace ed amore, o quanto facciamo per proteggere o far rispettare la nostra Madre Natura.
Vogliamo sinceramente ammettere che non dedichiamo neanche 2 minuti al giorno a queste cose? Come si fà quindi a mantenere il perfetto equilibrio ed armonia delle nostre energie vitali attraverso la continua assunzione di sostanze morte, di prodotti chimici di sintesis, di pensieri, emozioni e informazioni negative?
Dobbiamo essere consapevoli e responsabili di cosa mettiamo in bocca e cosa mettiamo in testa, cosa prendiamo e cosa diamo in cambio alla Natura ed alla società, cioè ai nostri prossimi. In realtà siamo tutti fonte di Salute o di Malattia per noi stessi e per gli altri. Quindi è sì una questione di SCELTA, e tocca a noi farla. E’ sì una questione di atteggiamento e in tal senso dobbiamo comportarci, perché l’atteggiamento è il vero potenziatore delle nostre energie. Ci preserverà di tante malattie e ci aiuterà ad uscirne fuori in caso contrario.
Se fin qui siamo di accordo, nel nostro caso la questione non è se ci ammaleremo, ma quando e di cosa ci ammaleremo, e quindi cosa faremo per procrastinare al più possibile questo destino, e per uscirne vittorioso.
Malattia: (da Wikipedia)
“Nella pratica e nella teoria di medici clinici e patologi, si definisce malattia un'alterazione dello stato fisiologico e psicologico dell'organismo, capace di ridurre, modificare negativamente o persino eliminare le funzionalità normali del corpo. Il concetto di malattia deve essere inteso come status e condizione potenzialmente reversibile attraverso l'applicazione di una terapia.”
Come nel concetto di salute già visto prima, anche qui si parte e si resta nella funzionalità del corpo, inteso come un assemblaggio di organi e parti che quando si guastano si riparano o si ricambiano. Sempre di più si fa strada la consapevolezza che la chiave per il trattamento delle malattie non può consistere semplicemente in interventi fisici di rapida riparazione. E’ inutile abbattere i sintomi se lasciamo intatte le cause, cioè, gli squilibri energetici che ci hanno portato alla malattia. La mentalità del piacere subito, dello zapping con il telecomando dei farmaci non fa che frenare e portare alla distrofia la nostra naturale capacità di autoguarigione, oltre che a garantire l’insorgere di nuovi sintomi e malattie. Non voglio ricordare qua l’uso massiccio e immediato di tachipirine, antibiotici, corticoidi, ansiolitici e tanti altri “rimedi immediati” a cui siamo stati “programmati”, ma credo importante ricordare che la parola farmaco viene dal greco e vuol dire veleno, e che la loro dosi ed efficacia viene misurata nel sottile equilibrio tra il beneficio immediato e gli effetti patologici collaterali che possono causare.
In Naturopatia la malattia è uno squilibrio energetico, ancor prima di qualsiasi manifestazione patologica e per tale motivo considera limitativa la cura della singola malattia se non inserita in una cura olistica della persona. La malattia non ha mai un’origine strettamente fisiologica, in realtà tutte le malattie hanno la sua causa in uno squilibrio energetico nei nostri corpi sottili.
Malattia deriva del latino malus habitus, cioè abitudine sbagliata. Le abitudini vengono dalle azioni ripetute, che sono motivati dai desideri o resistenze, che a loro volta sono stati creati dal pensiero. Le nostre forme pensiero (corpo mentale) si ancorano nelle emozioni (corpo astrale). Qui incomincia un processo di somatizzazione che si addensa nel piano eterico (chakras/meridiani) e da lì precipita nel piano fisico (ghiandole, flussi liquidi cellulari). Vi ricordate delle proprietà magnetiche, della memoria dell’acqua? Vi ricordate degli esperimenti di Masaru Emoto, di come i cristalli di ghiaccio venivano modificate a seconda della parola scritta sul contenitore? Capite meglio ora come vengono modificate le nostre cellule da l’energia e l’informazione dei nostri pensieri, dalla qualità delle nostre emozioni? Quando diciamo che tutte le nostre malattie hanno un’origine psicosomatica, stiamo dicendo di trovare le cause dei nostri squilibri a livelli più sottili del piano fisico.
Una malattia comune, o un sintomo di routine, è l’espressione al livello fisico di tutta una serie di allerta, di squilibri nel piano psicologico ed emozionale, che non sono state valutate correttamente in tempo. Ad esempio: l’asma potrebbe essere una reazione ad un senso di soffocazione, di angoscia, di eccessiva protezione. Tante malattie dermatologiche possono essere il risultato di rabbia ed insoddisfazione repressa che cercano una via di sfogo attraverso la nostra pelle. Gli esempi possono essere tantissimi, ci sono centinai di libri al rispetto, ma non è questo il punto. Non ha nessun senso imparare dai Manuali cosa significa la stitichezza o la cervicalgia, ognuno di noi ha il suo codice di lettura, la sua causa di squilibrio da scoprire, la sua malattia, la sua prova, la sua strada in salita.
Ed eccoci qui alla cosa più importante: perché ci ammaliamo, a cosa serve la malattia, è una punizione, una sventura o una opportunità di crescita?
Se siamo d’accordo che la malattia ha un’origine sottile, che non è altro che la materializzazione o la cristallizzazione di squilibri energetici e disarmonie psichiche nel nostro sistema cellulare, allora ne consegue che reintegrando quella armonia e quel equilibrio, scioglieremo l’ancora fisiologica della malattia. In altre parole, ci ammaliamo perché dobbiamo guarire, e guarire non è eliminare i sintomi, liberarci dalla sofferenza fisiologica della malattia, tornare a come eravamo prima di ammalarci. Guarire e’ ristabilire il nostro equilibrio, è andare avanti, è una crescita, è aggiungere consapevolezza.
Se il nostro atteggiamento è positivo, se si basa su una consapevolezza olistica, affronteremo con grande serenità le nostre malattie per quello che sono: un rebus delle nostre disarmonie a livello energetico, una prova della nostra saggezza e delle nostre capacità di rettifica, una spinta verso il cambiamento. Allora potremo attingere alla nostra capacità di auto-guarigione, ai nostri meccanismi naturali di protezione per riattivare le nostre funzioni vitali e procedere, in senso inverso alla manifestazione dei sintomi, a ristabilire l’equilibrio in ogni nostro piano energetico di modo che non ci siano fessure o spazi per ricadute future. GUARIGIONE è questo, qualcosa che viene da dentro, e solo se viene da dentro è definitiva, ci rende immuni, ci lascia più forti di prima.
Nella visione olistica non esistono malattie incurabili, è la scienza medica che le bolla come tali quando i loro protocolli non trovano la cura. Se la malattia è una prova da passare, sappiamo benissimo che ognuno ha le prove che può veramente superare. Non siamo soli ad affrontarle, abbiamo a disposizione un sapere millenario e tanti strumenti. Le onde energetiche sottili che portano al riequilibrio hanno bisogno di strumenti fisici che servano di veicolo.
Questi veicoli per eccellenza sono le disciplini olistiche della Naturopatia. Sono ad esempio i cristalli che possono immagazzinare o sprigionare tante energie, o meglio ancora le piante, le loro foglie, radici, fiori, che sono veri concentrati di energia vitale che applicata consapevolmente contribuiscono velocemente a ripristinare il nostro equilibrio Il punto di tutte queste pratiche o strumenti è far attivare il nostro meccanismo interno di auto guarigione. A differenza dell’allopatia, le tecniche naturopatiche non partono dalla malattia, ma sono in grado di farci rimanere nel benessere, quindi non solo sono una strada complementare, ma la miglior prevenzione e l’unica garanzia del nostro benessere a 360 gradi.

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